Pensieri dal carcere
Questa è una pagina del nostro sito dedicata ai nostri dipendenti detenuti. Coloro che vogliono possono condividere qui i loro pensieri, emozioni ed esperienze in alcun modo durante l'iter detentivo e il lavoro in carcere. L' azienda non modifica il contenuto di quanto espresso dal dipendente in modo da offrire la maggiore trasparenza possibile.
Da qualche mese lavoro all’esterno del carcere, grazie alla formula definita “affidamento in prova ai servizi sociali”, mi occupo delle attività amministrative dell’impresa sociale FENIXS. Dopo anni di buio, ho ritrovato la forza e l'autostima grazie alla fiducia che mi è stata data, sia dalle strutture carcerarie che dall’area educativa e dall’azienda per cui lavoro. Ho iniziato con FENIXS nel gennaio 2022, inizialmente come dipendente all’interno della struttura carceraria di Milano-Bollate e dopo 13 mesi trascorsi con loro, nel momento che mi si son aperte le porte del carcere, mi è stato proposto di proseguire il rapporto di lavoro presso la sede esterna di Mezzago, non vi nego che malgrado avessi un’altra proposta di lavoro firmata non ho avuto esitazioni ad accettare l’offerta. Giusto il tempo per ottenere il benestare dal Magistrato e dopo poco meno di una settimana ho iniziato al mia avventura da “semilibero” in una società che ha fatto del lavoro sociale uno dei cardini della sua attività. Sarò sempre riconoscente al team FENIXS per il gesto di fiducia accordatami e vi posso garantire che a 60anni è davvero gratificante. Grazie a loro oggi il mio futuro mi sembra meno buio.
Qui ho trovato delle persone che mi ascoltano, che mi hanno “guardato” e “considerato” come una risorsa utile per l’azienda, mi sono state offerte opportunità di frequentare corsi di formazione, partecipare a pranzi di lavoro e a condividere piani e progetti futuri.
Ora vorrei chiudere con un ringraziamento a FENIXS e alle tante aziende che la supportano. È grazie al loro aiuto che imprese come FENIXS possono continuare a svolgere un’attività di interesse generale con finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Imprese che hanno a cuore la salute del pianeta e al benessere sociale ed economico delle persone svantaggiate favorendo condizioni di inserimento lavorativo e riconoscendo dignità a quanti si trovano in situazioni di marginalità ed esclusione.
Scarcerazione:
Ieri un ns detenuto ha avuto udienza con il magistrato di sorveglianza presso il tribunale di Milano : PARERE FAVOREVOLE ALL’AFFIDO ALL’ESECUZIONE ESTERNA.
Stamattina si è presentato all’orario consueto per lavorare in impianto. Atmosfera strana : lui ovviamente contento, gli altri partecipi e un po’ più del solito consapevoli del tempo che ancora loro manca.
Tutto è trascorso normalmente sino alle 12.00 : dalla matricola arriva l’ordina di scarcerazione. Me lo sono visto arrivare in ufficio con l’incombenza di chi deve sbrigarsi. Un stretta di mano felice e veloce, un arrivederci fra qualche gg ( continuerà con noi a Mezzago ) e via con l’agente che lo accompagna all’uscita dall’impianto. Prima un saluto ai compagni di un anno, con qualche lacrima in vista da parte di qualcuno.
Inutile stare a spiegare l’atmosfera. Solo qui dentro si può capire
un pensiero dai detenuti:
“ … prima c’erano le strade che abbiamo preso, le opportunità che non abbiamo saputo cogliere e le scelte che abbiamo fatto. Ora la strada ci è indicata. Sta a noi sceglierla e mantenerla. O si cambia o tutto si ripete. “
Scritta su un foglio appeso alla parete
QUI IL TEMPO E’ FERMO
Gennaro : vede l’art. 21
" ...la mia carcerazione è quasi giunta al termine, ora mi si sta aprendo la possibilità di poter lavorare all’esterno, premetto che è più di un anno che lavoro qui dentro.
Adesso voglio cogliere questa occasione e far vedere che la fiducia data darà i risultati sperati, anche se so che non sarà facile, ma sono sicuro che farò del mio meglio perché ciò accada. Voglio ringraziare l’azienda per la quale lavoro che mi ha aiutato in questo periodo ad affrontare le mie giornate in modo costruttivo. "
Marco: vicino al “fine pena“
" Ho trascorso il mio periodo a Bollate, il carcere dove la recidiva è la più bassa d’Europa.
Qui al detenuto viene offerta la possibilità di occupare il tempo non oziando, ma seguendo un percorso di recupero che comprende la possibilità di lavorare, di imparare un mestiere, di pagare il debito con la società mettendo a disposizione le proprie competenze.
Nel mio caso, ho avuto l’opportunità di compiere un’attività a favore dell’ambiente, ho appreso regole e nozioni sul trattamento dei RAEE e sul recupero di materiale elettronico.
Ecco, questo è il mio modo di riscattarmi.
Grazie all’azienda per cui lavoro ed a quelle che ne appoggiano il progetto, il “sistema Bollate” può continuare ad essere un esempio di rieducazione ed una speranza per i detenuti come me. "
Claudio : ancora molto tempo
" … e poi ci sono io, o meglio, quelli come me che per la condanna ricevuta vedono la luce in fondo al tunnel ancora lontana. Per questo motivo non mi stancherò mai di ringraziare FENIXS e le aziende che ne sostengono l’iniziativa, per l’opportunità datami al fine di intraprendere una nuova vita.
Anche una volta fuori dal carcere una nuova vita, appunto. Per tale motivo spero vivamente che questa possibilità possa rimanere viva il più a lungo possibile, proseguendo all’esterno una volta scontata la mia pena."
Marco: da poco affidato ai servizi esterni al carcere: prosegue la parte rimanente di condanna vivendo e lavorando al di fuori del carcere
Una persona prima di me, dopo un lungo periodo di assenza disse “Dov’eravamo rimasti?” e anche se in maniera molto affranto devo aime' riprendere anch’io dov’ero rimasto. O forse no? L’esperienza carceraria che molti si aspettano è un’immagine per lo più costruita da ciò che una persona vede sullo schermo, senza conoscerne tutte le piccole regole, sfumature, e procedure che ci sono in questi luoghi. Non voglio soffermarmi a dare la mia opinione su tutto ciò poiché sarebbe solo un’eco dì nenie e un insieme di sensazioni e sentimenti che vengono traghettati dalla malinconia di quel lunghissimo ricordo.
Perciò voglio parlare di ciò che ho apprezzato, ho potuto vedere più di una realtà che si muove nella direzione delle persone che per varie ragioni vivono questa situazione, ho visto una piccola comunità muoversi per il prossimo, ho potuto ascoltare e sentire tanti racconti in prima persona di chi grazie a qualcuno che è presente in questi luoghi ha saputo con diligenza e coscienza riprendere non da dove aveva lasciato, ma rinascere.
Sono un ragazzo giovane ho meno di 30 anni perciò il mio futuro è ancora tutto da decidere e da scrivere, e non so bene neppure io che cosa mi riserverà il destino, ma fintanto che vivo questa realtà voglio che cresca, non per me, ma per coloro che per un motivo o un altro arriveranno dopo di me. Bisogna poter costruire e dare la possibilità a questa piccola Impresa, a questa minuscola comunità non soltanto di crescere ma di poter accogliere più persone possibili. Lavorando tutto assieme avendo un’obbiettivo in comune, e non parlo a livello commerciale, parlo a livello strettamente personale. Coloro che possono dare qualcosa in più, lavoro, appuntamenti, cose da fare a noi, sarà ricompensato non solo dal meschino guadagno, ma dal piacere di sapere di aver teso una mano in direzione di qualcuno, e scorgere nei nostri animi delle buone azioni per noi tutti è sempre gratificante.
Io mi auguro e noi tutti ci auguriamo di continuare questo percorso assieme e che il viaggio prosegua in direzioni di nuovi orizzonti.
Claudio: Natale in carcere
Le festività in carcere non dovrebbero mai arrivare. Contrariamente a quando si è liberi , qui tutto è buio, triste, silenzioso e rallentato. Il tempo sembra non trascorrere mai.
In televisione si vedono soltanto servizi sui cenoni natalizi, sulle vacanze del periodo in località belle e lontane.
Guardarli è un’altra punizione. Comunque, un altro anno è finito. Se guardo indietro, agli anni trascorsi in carcere, posso dire che, nonostante tutto, sono passati anche velocemente.
Invece, se guardo avanti, se guardo al mio fine pena, mi sembra ci sia ancora un’eternità.
Meglio perciò non pensarci e invece concentrarmi sul lavoro che per fortuna mi è stato dato.
Fine pena all'orizzonte ( senza nome )
Cinque lunghissimi anni. E’ tanto tempo.
Passato senza avere una vita. Tutto si è congelato . In questi anni nessun aggiornamento. Solo i sentimenti
sono rimasti al mio fianco.
Ora mi accorgo che l’impatto con la società sta arrivando, mancano pochi mesi, potrò ricominciare ! a
riprendere la mia vita da dove l’avevo lasciata. Ma sarà tutto uguale ? Un po’ fa paura. Non so cosa troverò.
Una cosa voglio dire : in questo tempo la cosa che mi è stata di grandissimo aiuto è stato il lavoro che mi ha
aiutato a passare le giornate, ha fatto in modo che io mi senta utile nei confronti della mia famiglia con lo
stipendio preso.
Claudio: percorso ancora lungo
Noi ora, rispetto alla libertà, è come se vivessimo in una stanza chiusa e buia, dove solo poche persone ci possono ascoltare e soprattutto capire. Il tempo è fermo mentre tutto il resto sfugge e non è più raggiungibile. Siamo come leoni in gabbia. Unica forza è la consapevolezza che un giorni questa stanza si aprirà e ritroveremo luce e libertà. Avrà così inizio il secondo tempo della nostra vita. In quel momento l’importante non sarà quanto tempo è durato il buio ma che questa luce riaccesa non si spenga più.